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Steve Ramon
di Stefano Bergonzini

Continuano i test del team KTM Racing in Spagna, ieri i piloti ufficiali della Casa austriaca hanno provato a Marbella, oggi la squadra si trasferisce a Barcellona. Abbiamo parlato con il campione del mondo della 125cc Steve Ramon, il volto nuovo del motocross, che a 24 anni esordirà agli Internazionali Città di Mantova nella classe regina del motocross.

 

Steve Ramon è un ragazzo alto e dinoccolato, le gambe lunghe negli anni scorsi lo costringevano ad una postura piuttosto sacrificata sulla KTM 125 con la quale ha vinto il titolo mondiale nel 2003. Oggi il problema non c’è più, visto che Steve sta guidando una 450cc. La vittoria del titolo è stata un passaggio importantissimo per la carriera del pilota nato a Bruges nelle Fiandre il 29 dicembre del 1979, che ha iniziato ad andare in moto a cinque anni, e ricorda nello stile e nel fisico Stefan Everts. Quest’anno parte come guida ufficiale della casa austriaca in sella alla KTM SX 450, e ha la grossa responsabilità di non far rimpiangere Joel Smets che per nove anni è stato il simbolo dell’azienda.

 

Come stai vivendo questa fase di preparazione prima del debutto nella nuova classe regina del motocross?

Trascorreremo circa 11 giorni qui in Spagna, ieri abbiamo terminato il lavoro a Marbella su piste soffici, oggi ci spostiamo a Barcellona per trovare terreni più duri. Sabato rientrerò in Belgio per provare nuovo materiale che è arrivato dall’Austria. Devo lavorare molto perché il salto dalla 125 alla 450 è enorme, sono moto completamente differenti. La potenza della 450 è enorme, mi piace tanto… 

 

L'anno scorso la KTM nella classe maggiore è sembrata non riuscire a mantenere il passo delle moto giapponesi. Quest’anno si parla di una moto nuova e di un inedito sistema di ritorno del leveraggio sulla KTM 450. E’ vero?

Credo che la nostra 450 abbia una buona base e che l’anno scorso Joel Smets abbia fatto un ottimo lavoro di sviluppo. Siamo in grado di competere con i giapponesi, lo stesso Smets l’anno scorso lo ha dimostrato più volte. Per quanto riguarda le novità tecniche, so che c’è del materiale nuovo, questi nostri test in Spagna servono come allenamento e stiamo utilizzando moto vicine alla serie, non roba da GP.

 

Dunque sei pronto per esercitare un ruolo di primo piano nel prossimo campionato?

Penso di si. Certo il mio obiettivo è di vincere il titolo della MX 1 e ci proverò, troverò sulla mia strada piloti fortissimi come Everts, Pichon, Smets, ma la mia ambizione resta quella.

 

Quanto sei cambiato dopo aver vinto il titolo di campione del mondo della 125cc?

E’ cambiata la mia mente perché ho provato un’immensa gioia, ma io sono ancora lo stesso. Frequento Debora, la mia ragazza, da quando avevamo sedici anni, ho gli stessi amici. Certo ho un grande sogno, poter imitare in qualche modo la carriera di Stefan Everts.

 

Cosa pensi della nuova trasformazione del motocross?

Sinceramente preferivo la gara unica, credo fosse molto più bella e facile per tutti. La doppia manche non mi spaventa, magari porterà più gente al motocross… speriamo.

 

Parliamo di Mantova, conosci la pista?

Ci sono stato una volta sola, due anni fa per dei test con il team. So che sono stati fatte grandi migliorie e ampliamenti. Sicuramente sarà una gara difficile perché ci saranno tutti i migliori e sarà vietato sbagliare.

 

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     Stefano Bergonzini