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Stefan Everts
di Stefano Bergonzini

Il campione belga ha confermato la sua presenza agli Internazionali Motocross Città di Mantova del prossimo 14 e 15 febbraio 2004. Everts porterà in gara la nuova Yamaha YZ 450 e a dieci anni di distanza cercherà di trionfare nella classica lombarda che lo vide vincitore nel 1994 in sella ad una Kawasaki 250cc. Lo abbiamo raggiunto nella sua residenza di Montecarlo, dove sta trascorrendo le ultime ore di relax.
Stefan Everts è tra i tre Campioni del mondo in carica che scenderanno in pista a Mantova il 14 e 15 febbraio, per la disputa della 22esima edizione degli Internazionali Città di Mantova, la prima vera sfida crossistica della nuova stagione. Il belga l’anno scorso regalò spettacolo vincendo la seconda e la terza manche della classica, anche se il trionfo per somma dei punti andò al francese Pichon. Fu un trampolino formidabile per il campione di Bree, che nel corso del 2003 ha vinto il suo settimo titolo mondiale, trionfando nella classe Motocross GP, al termine di un campionato indimenticabile, nel quale ha frantumato una serie di record. Pensate che in una sola stagione Everts ha vinto un totale di 18 Gran Premi nelle tre classi iridate, stabilendo il record di 9 vittorie consecutive nella classe Motocross Gp, con 6 doppie vittorie nello stesso giorno (Motocross Gp più 125cc), e un’ineguagliabile tripla vittoria in tre diverse classi, in un solo giorno (Motocross Gp, più 125 e 650cc) ottenuta il 14 settembre sul circuito di Erneé in Francia. In totale il pilota ha totalizzato 518 punti, con 6 pole position (2 in Motocross Gp e 4 in 125cc) e 11 giri veloci (6 in Motocross Gp e 5 in 125cc). Come non bastasse, il trentenne della Yamaha ha guidato la nazionale belga alla vittoria nel Motocross delle Nazioni disputato a Zolder il 5 ottobre e l’8 novembre a Fortaleza in Brasile si è imposto nella Sei Giorni di Enduro. Un anno indimenticabile che però non ha ancora saziato il fenomeno del Motocross.
E’ stata un’annata molto bella, ma adesso sono già concentrato sul nuovo campionato perché la prossima sarà una stagione assai difficile, piena di novità ed incognite. Per l’ennesima volta il motocross riparte da zero, con nuove regole, per questo ci sarà da lavorare tanto. Abbiamo cominciato a testare la moto nuova in ottobre e fra impegni vari non ho ancora avuto il tempo per riflettere davvero su quello che è stato il 2003. Per la nuova stagione ho obiettivi differenti, dovrò concentrarmi su di una sola cilindrata, non credo che l’anno appena trascorso possa essere ripetuto. Comunque sono pronto per vincere ancora.
Dopo la Sei Giorni di Enduro ed i primi test sulla nuova 450cc, fino al diciannove novembre sono stato in vacanza in Messico, adesso sto trascorrendo la maggior parte del mio tempo a Montecarlo dove ho cominciato la preparazione atletica per la nuova stagione. Sto seguendo lo schema classico di questi miei ultimi anni. Il programma di allenamento è calibrato su cinque giorni la settimana e segue una tabella ben precisa. Dopo questa fase toccherà alla messa a punto della nuova moto, il primo appuntamento dell’anno sarà a Mantova il 14 febbraio.
Un
campione come te che ha vinto tutto nel Motocross non sente ora il bisogno di
nuovi stimoli?
Per ora no. Il motocross è ancora al centro dei miei interessi. Non ho in programma di passare alla velocità o all’automobilismo come hanno fatto altri piloti in passato. Nuovi stimoli potrebbero venire dalle altre discipline dell’off road, mi interessa il Supermotard, dove ho gareggiato in parecchi meeting, ho partecipato poi con buoni risultati alla Sei Giorni di Enduro in Brasile, ma, almeno per quest’anno sarò ancora concentrato al 100% per vincere nel motocross.
Quest’anno sei stato eletto sportivo dell’anno in Belgio, godi di grande popolarità in tutto il mondo della moto, ma com’è la tua vita privata?
Negli ultimi tredici anni la mia vita privata è stata necessariamente legata alla professione di pilota. Tutto questo presto dovrà cambiare, per questo presto mi porrò nuovi obiettivi, ad esempio diventare papà.
Dieci anni fa hai vinto a Mantova con la Kawasaki, un successo nuovamente sfiorato solo l’anno scorso, e per questa nuova edizione?
Si tratta di un test molto impegnativo, la pista è difficile e tecnica, perché presenta tratti velocissimi su fondo sabbioso e molti salti. Dall’anno scorso il circuito ha subito un grosso cambiamento con le nuove salite nella parte finale. Per questo è difficile rimanere con i primi due o tre piloti della corsa, se non sei veramente preparato non puoi farcela.
Mantova è un bell’evento per il motocross e mi servirà per acquisire confidenza con i miei avversari, per capire dove possono arrivare.
Parliamo
della Yamaha 450, una moto vincente, a che punto siete con lo sviluppo?
Già a ottobre abbiamo fatto un primo test sulla versione standard. La mia sensazione è che si tratti di un modello già molto evoluto, credo che il lavoro di sviluppo sarà meno complicato rispetto a quanto è avvenuto nel 2002 e nel 2003. C’è qualche dettaglio da migliorare, tutto sommato stupidaggini, piccole cose. Ho provato poi il nuovo materiale Kayaba, aspetto però test più probanti per prendere la decisioni su quali forcelle adottare.
Recentemente
hai lanciato una scuola di motocross, di cosa si tratta?
Si, l’idea è di mio padre Harry che ha deciso di creare un campo per l’insegnamento del motocross a 80 Km da Valencia in Spagna. Per il momento io non posso dedicargli grandi energie, visto il mio impegno nel mondiale, ma già dal prossimo anno vorrei dare un impulso maggiore a questa attività.
A
trent’anni per uno sportivo è tempo di bilanci, per quanti anni vorresti
ancora correre?
Non lo so, per adesso non faccio alcun programma a media scadenza, deciderò anno per anno in base alle motivazioni e agli obiettivi. Penso da avere davanti ancora anni buoni per correre.
E noi ne siamo felici... Per vedere Stefun in azione vai a Mantova il 14 e 15 febbraio 2004.
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| Stefano Bergonzini |
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