Mr. 875

intervista di Stefano Bergonzini

 

“Mr. Smooth”, come lo chiamano gli anglosassoni, più semplicemente Stefan Everts (Mr. 875), l’uomo più veloce del mondo su di una moto da cross sarà a Mantova il 22 e 23 marzo prossimi per partecipare al primo vero appuntamento della stagione 2003. Everts, che a Mantova ha vinto gli Internazionali nel 1994, ci ha parlato del suo stato di forma e della motivazioni che vive alla vigilia di una gara per molti versi irripetibile, organizzata per celebrare i 50 anni dalla morte di Tazio Nuvolari e il ventennio di grande motocross del Circuito Città di Mantova.

 

Stefan Everts è nato a Bree in Belgio il 25 novembre 1972 E’ alto 182 cm e pesa 78 Kg. Ha debuttato in campionato del mondo nel 1982 a Faenza, in sella ad una Suzuki, nel GP d’Italia della 125cc. E’ il pilota che ha riportato il maggior numero di vittorie nella storia del motocross. Insieme a Joel Robert vanta il record di 6 titoli mondiali vinti, ma è l’unico ad aver trionfato in tutte e tre le classi iridate (1 titolo in 125cc, 3 in 250cc e 2 in 500cc). Fidanzato con Kelly Tureluren, vive a Montecarlo. Per il terzo anno consecutivo gareggia con i colori del Team italiano, Yamaha Motocross. Everts è entrato nella leggenda del Motocross nel 2001, quando si è aggiudicato il suo primo titolo della classe 500cc, ed è divenuto il secondo pilota della storia a conquistare la corona mondiale in tre diverse categorie (il primo era stato Eric Geboers). A 19 anni ha ottenuto il primo titolo nella 125cc. Ha proseguito nella 250cc, ottenendo il secondo posto nel 1993 e nel 1994, nonostante il dominio incontestato della stagione. Dal 1995 al 1997 ha vinto tre titoli consecutivi nella quarto di litro. Due cadute nel corso del precampionato a Beaucaire in Francia, nel 1999 e nel 2000, lo esclusero dalle competizioni. Risorse sportivamente nel 2001 alla guida della Yamaha quattro tempi. L’anno scorso si è aggiudicato quattro vittorie e con 55 successi è il pilota che ha vinto di più nella storia del Motocross.

 

Domenica scorsa agli Internazionali di Valence in Francia, sei sceso per la prima volta in gara in questa stagione, com’è andata?

Sono contento soprattutto della risposta che ho avuto dalla moto e dalla confidenza che ho trovato alla guida della 450cc Yamaha. La nuova moto è completamente diversa da quella di un anno fa, è una quattro tempi che ha una base di serie notevole e può fare grandi cose anche in versione standard. Nella mia prima uscita a Valence ho corso con una moto molto vicina al prodotto di serie, abbiamo montato un nuovo sistema frenante e un motore preparato, mentre le sospensioni erano Kayaba ufficiali, ma per il resto devo dire che il mezzo non era molto diverso dal prodotto comunemente in vendita.

 

Sei soddisfatto del risultato ottenuto in questa prima uscita?

Il risultato non è stato un gran che. Nella prima manche una pietra mi ha colpito in faccia mentre ero in testa, nella seconda batteria sono scivolato dopo aver fatto il vuoto in partenza e nella terza ho battagliato con Smets, ma anche in questo caso una caduta ha compromesso il risultato finale. Piccoli problemi d’inizio stagione, l’importante è stato l’aver trovato subito una buona performance con la moto.

 

Che opinione hai della rivoluzione tecnica data dall’introduzione della nuova classe regina del fuoristrada, Motocross GP, che per la prima volta vedremo a Mantova?

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nella direzione intrapresa due anni fa. E’ una prova generale per creare un Motocross che possa interessare maggiormente la gente vicina allo sport e non solo i fans del fuoristrada. Anche per l’industria rappresenta una bella sfida, perché ad esempio Yamaha si troverà a competere con le altre Case motociclistiche più importanti  che sono tutte presenti in maniera ufficiale. E’ una bella competizione per tutti. A Mantova vedremo la prima sfida tra le maggiori Case costruttrici e i migliori piloti.

 

A che punto state con lo sviluppo della nuova YZF 450cc, una moto giudicata molto innovativa?

A Valence abbiamo portato un mezzo parecchio vicino al prodotto di serie. Del resto la tendenza del Motocross d’oggi è questa, sviluppare le moto che chiunque può acquistare, perché Yamaha ad esempio offre un fuoristrada validissimo, già in conformazione standard. Ora siamo impegnati nei test sul motore, sul nuovo impianto frenante e sulle sospensioni ufficiali Kayaba. Credo che avremo una buona moto anche quest’anno.

 

Quali sono i tuoi programmi da qui all’inizio della stagione?

Prima di correre a  Valence ho trascorso una settimana in Sud Africa dove abbiamo organizzato un meeting di presentazione per la stampa, erano presenti la televisione fiamminga e i maggiori  giornali del settore. Abbiamo fatto anche qualche test, ma niente di veramente impegnativo. Ora ho in programma tre corse prima dell’inizio del mondiale. Domenica prossima correrò in Belgio a Leopoldsburg, il 2 marzo ad Hawkstone Park in Inghilterra e infine il 23 a Mantova.

Proprio a Mantova ha vinto gli Internazionali nel 1994, che ricordi hai della pista italiana?

Sono passati diversi  anni da allora, Mantova è un circuito spettacolare, pieno salti e curve tecniche, corrervi è sempre un piacere anche perché il pubblico è vicino e molto presente. Sarebbe bello poter vincere per dare un messaggio forte alla vigilia del nuovo campionato del mondo, per i miei fans italiani si tratterà di un’occasione unica per vedermi in gara e magari incontrarmi nel paddock.

Come vedi il confronto tra le due e quattro tempi che sarà il tema dominante del nuovo motocross, credi vi sarà un predominio delle grosse moto com’è accaduto l’anno scorso nella MotoGP?

Non credo che il divario tra due e quattro tempi sarà il medesimo di un anno fa in velocità. Anzi, a mio giudizio i miei avversari più agguerriti saranno i piloti che corrono con moto a due tempi, cioè Mickael Pichon e Joshua Coppins. La 250cc a due tempi è più semplice da preparare e dà una risposta immediata alle sollecitazioni di chi la guida. Noi che corriamo con la quattro tempi abbiamo davanti una sfida molto importante per raggiungere e migliorare il livello di competitività della 250cc. Non penso che ci sarà il predominio di un solo motore nella MotocrossGP.

Dopo 15 anni di carriera iridata e 6 titoli mondiali vinti, hai ancora gli stimoli per competere in questo sport?

Il cambio di formula e la possibilità di gareggiare contro tutti i più forti piloti d’ Europa rappresentano una motivazione molto forte per me. Anche quest’anno correrò per vincere… Si, senz’altro ci proverò ancora.

 

Avversari avvisati.

 

Stefano Bergonzini

 

Torna alla pagina precedente