Il sogno USA
di Alessandro Pozzi

E’ da un po’ di anni che ci conosciamo, da quando io e suo fratello correvamo assieme sulle piste dell’ Italiano Cadetti, così, una sera come tante, davanti ad una pizza tra amici mi dice "sai... un mio sogno si è avverato sono andata a correrein America!!". Attimo di smarrimento.. poi l’ idea "Dai raccontami un po’ questa avventura, che è il sogni di molti piloti!!!"

E’ nata così l’ idea di far sapere a tutti come può un sogno nel cassetto diventare realtà. Lei è Stefania Padrini, è anni che corre in moto e, ogni domenica è l’incubo di tanti crossisti piemontesi e non.

Come è nata l’opportunità di andare a correre negli States? L'idea di andare a fare questa gara in America ce l'ha data Stefania Baù, incontrata durante il Campionato Italiano UISP a Mantova. Inizialmente non ci abbiamo dato più di tanto peso, ma poi quando abbiamo realizzato... La decisione di partecipare è stata presa circa due settimane prima dell'evento, è stata una cosa affrettata, ma ce la siamo cavata.

Chi eravate e come vi siete organizzate? Eravamo in 4 ragazze: io, Silvia Santagà, Patrizia Colombo e Anna Sappino, e 2 accompagnatori, Mauro Santagà e Marco Corsini. Abbiamo iniziato le ricerche su internet, una volta trovato il modulo d'iscrizione, l'abbiamo compilato. La  gara era pagata, ora mancava tutto il resto. Tutte bene o male ci siamo date degli incarichi, io ho prenotato i biglietti per l'aereo, la destinazione era San Antonio in Texas. Non mi sembrava vero!

Sempre via internet siamo riusciti a noleggiare un camper. Mancava la cosa più importante: le moto. Abbiamo chiesto all'organizzatrice e a Stefy Baù se potevano aiutarci. Eravamo molto in ritardo, però hanno fatto tutto il possibile e per questo la ringraziamo; pochi giorni prima della partenza abbiamo avuto la conferma: 2 ktm 125, 1 honda 250 4t, 1 suzuki 250 4t. Non corrispondevano esattamente alle moto che usiamo per correre in Italia, ma sicuramente ci saremmo adattate... A quando un'altra occasione del genere??? Solo in aereo ho forse iniziato a rendermi conto di cosa stavo facendo, non mi sembrava vero!

Arrivate a destinazione che avete fatto? Una volta arrivati siamo andati a recuperare il camper. L'ambiente è totalmente diverso, la gente del posto mi ha stupito... tutti molto socievoli. Neanche il tempo di ambientarci e siamo volate subito a vedere la pista che non era molto distante dalla città.

E della pista che mi dici? Giunte sul tracciato sono rimasta a bocca aperta. La pista era bellissima, larga, molto veloce, con saltoni enormi, la partenza sul cemento; pioveva ma giravano lo stesso infatti il fondo era tipo sabbioso. A provare in vista della gara maschile che si sarebbe svolta in concomitanza della nostra, c’erano i fratelli Alessi, che gas!!!

   

Come funzionano le gare? Iscrizioni, libere, manche e poi tutti a casa come da noi? No le gare sono completamente diverse che da noi. Assieme al Mondiale Femminile, "di contorno", avevano organizzato anche gare maschili; sia per noi che per loro le classi erano divise in PRO e in AMATURE. Non esistono le punzonature, le prove libere erano in base al colore delle tabelle portanumero, se arrivavi tardi al pre-parco prima della manche, ti facevano entrare comunque anche se gli altri stavano già correndo. Le batterie, visto il numero elevatissimo di partenti iniziano il mercoledì e continuano incessantemente fino alla domenica. Ho contato la partenza di circa 30 batterie al giorno, mentre i piloti passavano sul traguardo, a quelli della batteria dopo scendeva gia il cancelletto di partenza. Le ragazze poi, potevano correre anche nella categoria maschile.

Le moto ve le controllavate da sole? Le moto le abbiamo trovate sul posto già al nostro arrivo, mancava solo la mia Suzuki 250 4T perché era ancora in viaggio dalla California. Il ragazzo che me l’ha noleggiata mi ha lasciato tutto il furgone così potevo disporre di tutto quello che avevo bisogno. Comunque i nostri accompagnatori ci hanno fatto da meccanici.

L’ambiente durante le gare com’e? L’ ambiente è meraviglioso, gli americani usano per spostarsi mezzi da fantascienza, pullman e camper enormi! Entrando in pista ti danno una frequenza radio da ascoltare sul camper, nella quale trasmettono l’ordine e le chiamate delle batterie di gare, questo perché, dato che i box sono immensi, non ci sono gli altoparlanti. Altra cosa bellissima, che in Italia ce lo possiamo "sognare", è stato vedere tutte quelle bambine e donne in sella ad una moto. Si partiva da un'età più o meno di 5-6 anni, fino ad arrivare a 50... pazzesco! 

Lo rifaresti? Devo dire che sicuramente è stata una bella esperienza. Speriamo di poterla ripetere anche il prossimo anno, sicuramente organizzandoci in anticipo... ma Stefy Baù ci terrà informate! 

Com’è vivere un sogno? Ancora oggi a volte mi chiedo se ho vissuto veramente un'avventura del genere, penso che sia il sogno di tanti ragazzi motocrossisti, trovarmi a 19 anni dall' altra parte del mondo, da sola, con gente che avevo visto solo 2 volte, ma con cui ci ho passato comunque una settimana indimenticabile, non mi sembra vero, poi vedo in casa la coppa di quel decimo posto e allora inizio a realizzare che è accaduto veramente!!! 

Per la cronaca Stefy si è piazzata 10° nella categoria Amature. Complimenti!!!
 

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Alessandro Pozzi in esclusiva per