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Joel Smets
di Stefano Bergonzini

Reduce da un Capodanno passato nella tranquillità della famiglia nella sua bella casa di Dessel nel Belgio settentrionale, Joel Smets, cinque volte Campione del Mondo Motocross, vincitore l’anno scorso del titolo della classe 650cc in sella ad una KTM, grazie a 10 Gran Premi vinti, 9 pole position e 10 giri veloci. Ora sta lavorando allo sviluppo della nuova Suzuki 450cc a quattro tempi presso la factory di Sylvain Geboers a Lommel nel Benelux. Nel settembre scorso Smets è stato protagonista di un clamoroso colpo di mercato, lasciando dopo 9 anni il gruppo KTM, marchio del quale era l’uomo simbolo, per passare al team Suzuki, dove avrà il compito di portare al debutto la prima 450cc quattro tempi del noto costruttore.
La prima uscita ufficiale per la moto da cross della Casa di Hamamatsu, che rappresenta la principale novità tecnica del settore per il 2004 è programmata a Mantova il 14 e 15 febbraio, in occasione degli Internazionali, un confronto che il forte belga non è mai riuscito a vincere, bloccato per due anni consecutivi da noie meccaniche.
Come stai vivendo la vigilia di questa nuova stagione, importantissima per te e per la Suzuki, e in quale condizione di forma ti senti ora?
Mi sento sufficientemente in forma, le cose stanno cominciando ad andare bene, quest’anno mi sono riposato poco, ho fatto vacanza solamente a novembre, poi ho avuto i primi contatti con la nuova moto. Ho passato le vacanze di Natale tranquillo, a casa mia in Belgio. Praticamente sono state solamente un intermezzo perché dicembre e gennaio sono mesi importantissimi per la mia preparazione e non posso concedermi grandi distrazioni. Il primo gennaio ho festeggiato in palestra ed in piscina per la prima sessione d’allenamento del 2004, in queste prime settimane non ho toccato la moto, e sto passando molto del mio tempo in vasca.
Pariamo
della nuova Suzuki, per ora non sì un gran che, la moto sembra differente dalle
altre giapponesi, almeno stando alle foto?
E’ una 450cc quattro tempi, alimentata a carburatore, sino a qui nulla di rivoluzionario. L’ho provata per la prima volta in ottobre in Giappone, quando organizzai il mio passaggio alla Suzuki, poi l’abbiamo provata in Belgio a novembre. Tornerò in moto ai primi di febbraio per due settimane di test che precederanno l’appuntamento di Mantova. Posso assicurare che presenta una buona base sulla quale lavorare, il modello di serie ha bisogno di essere sviluppato e modificato in tutte quelle componenti che serviranno a trasformarla in una moto da Gran Premio. Posso assicurare che il lavoro da fare è parecchio, non si tratta di semplici messe a punto e regolazioni, per questo con il team e gli ingegneri in Giappone ci aspetta un periodo duro.
Il motore conserva la tradizionale dolcezza d’erogazione tipico delle Suzuki? Quali differenze ha rispetto alle altre 450?
Il motore è potente anche nella sua conformazione di serie. Ho parecchio materiale da provare, cilindri, carburatori…. a me piace il motore un po' violento, non sono però ancora in grado di fare comparazioni con le altre moto, è ancora troppo presto.
Quali sono i vostri programmi da qui al debutto stagionale di Mantova?
Per quanto riguarda la parte atletica seguo la mia normale preparazione che prevede allenamenti in bici, nuoto, palestra ogni giorno. Continuerò gli allenamenti sino all’incirca al 7 febbraio, poi mi fermerò una settimana, nella quale lavorerò solo in moto. Per Mantova conto di essere pronto.
Parliamo del Campionato del Mondo motocross, quest’anno si ritorna alla formula a due manche, cosa ne pensi?
La formula a due manche fa parte dell’essenza del motocross ed è la miglior per questo sport, per questo sono contento che ritorni. Mi spiace si siano persi anni alla ricerca di nuove soluzioni che si sono rivelate inefficaci. Quello che manca al motocross per sfondare è la stabilità… un anno si dice che lo sport deve uscire dai confini del Benelux, poi l’anno dopo tornano cinque Gran Premi nella medesima zona, non c’è una politica seria e coerente. In questo panorama il Circuito di Mantova è un’eccezione, forse perché è una struttura gestita da poche persone e competenti… Il motocross non è la Formula 1, non è un grande business, deve crescere piano piano, dando maggiori certezze agli appassionati e agli addetti ai lavori.
Si è detto che questo sarà il tuo ultimo anno da pilota e che nel tuo futuro c’è la direzione del team Suzuki, cosa c’è di vero?
Nessuna decisione in tal senso è stata ancora presa, io ho firmato con Suzuki un contratto biennale come pilota e posso garantire che nei prossimi due anno sarò concentrato al 100% in questo lavoro. Sul futuro lontano nulla posso dire, per adesso il mio lavoro è cercare di vincere il titolo mondiale con la Suzuki.
Quali possibilità di vincere avete secondo te?
Sicuramente siamo in grado di competere con gli altri, certo vincere il mondiale è un sogno e rappresenta l’ambizione massima, ma sicuramente siamo in grado di lottare per provarci. Io proverò a vincerlo questo titolo.
Nel tuo palmares manca ancora il titolo di “Duca di Mantova”?
E’ vero, anche se nelle ultime due edizioni ci ho provato con tutto me stesso, ma è stata la moto a tradirmi. L’anno scorso ero in testa, ma ho avuto ben due noie meccaniche in differenti manches. Mantova, dopo le ultime modifiche e l’inserimento della curva parabolica è un bel circuito, io lo renderei un poco più corto e più veloce per aumentarne il ritmo e lo spettacolo. Tranquilli, vengo da voi per vincere… so d’avere tanti fans che mi aspettano.
E per tutti i fans del grande e simpatico Joel (quando non è inc...ato...) ecco qui due video in sella alla Suzuki. Per visualizzarli è necessario utilizzare Flash 5. Si scaricano in pochi secondi
Alzate il volume delle casse del Vostro PC, per la prima volta vi facciamo sentire il "suono" del nuovo 450 Suzuki!!!
Video Smets Suzuki 1 Video Smets Suzuki 2

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| Stefano Bergonzini |
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