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Il gigante buono |
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di Stefano Bergonzini |
| Joel Smets è nato a Mol in Belgio il 6 aprile del 1969. E’ alto 1,81 m e pesa 87 Kg. Ha debuttato in campionato del mondo a 21 anni, nel 1989 a Valkenswaard in sella ad una Honda 500cc. Sposato con Nancy, ha un figlio di 7 anni di nome Greg. Con 4 titoli mondiali e 47 vittorie iridate Smets è senza dubbio uno dei migliori piloti della classe 500cc dell’era moderna. In tredici anni di carriera ha vinto 4 titoli mondiali della classe regina, il primo nel 1995, con una Husaberg. Nel 1996 lasciò clamorosamente vincere il titolo al neozelandese Shayne King, dopo aver dominato gran parte del campionato. Si è aggiudicato due titoli consecutivi, nel 1997 e nel 1998 mentre il quarto successo arrivò nel 2000, quando batte Andrea Bartolini, sfruttando le doti della nuova KTM SX 525cc. Joel Smets è sempre stato esempio di determinazione e di costanza, armi che tornerà a sfoderare nel 2003 per tentare la conquista del 5º titolo mondiale. |
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Il
Leone delle Fiandre fa ascoltare il suo ruggito. Joel Smets scenderà in
pista il 22 e 23 marzo a Mantova per cercare la prima vittoria sulla
pista Lombarda, tra i pochi circuiti europei che mancano al suo palmares
di quattro volte campione del mondo. Sarà una sfida memorabile che lo
opporrà, in sella all'europea KTM, agli altri assi della specialità:
Stefan Everts, Andrea Bartolini, Kenneth Gundersen ed Andrew Mc Farlane, in
sella alle moto ufficiali giapponesi Honda, Yamaha e Kawasaki. Oggi
abbiamo raggiunto Joel Smets al confine tra Belgio e Olanda, dove sta
completando la preparazione e l’affinamento della nuova 450cc 4 tempi, prodotta
dalla Casa austriaca, con la quale lo vedremo in competizione in Italia. Dopo
le prime tre apparizioni stagionali, in che stato di forma ti trovi in
questo momento? Sono
abbastanza soddisfatto di come sono andate le cose nelle gare del Quatar,
in Francia e domenica scorsa in Belgio a Leopoldsburg. Quest’anno ho
fatto una scelta di preparazione leggermente differente rispetto agli
altri anni, anche perché ho partecipato alla Dakar, nella categoria auto,
e questo ha comportato giocoforza una variazione dei miei programmi .
Posso dire che mi sento leggermente in ritardo rispetto agli anni passati.
In questi ultimi giorni la mia condizione si sta via via elevando, credo
che per la gara internazionale di Mantova sarò al top, mi piacerebbe
molto entrare nell’albo d’oro di quella pista. Hai
deciso in quale classe gareggerai nell’ormai imminente campionato del
mondo, la nuova Motocross GP o la potente 650cc? Per
i primi due o tre gran premi la scelta che abbiamo fato è di competere in
entrambe le classi. La decisione è stata presa perché non sono ancora
pienamente convinto della possibilità di competere, nella Motocross GP,
con la nuova KTM 450 a 4 tempi. Il programma di sviluppo della 450 è
ancora in ritardo e la moto richiede ancora
molto lavoro, per questo non trascuro la possibilità di gareggiare
nelle due cilindrate. E’ chiaro il mio obiettivo primario è vincere il
mondiale Motocross GP, ma ciò è possibile solo in presenza di
competitività tecnica. E a Mantova, quale moto porterai in pista? Per
Mantova la scelta è già fatta , correrò con la KTM 450, sarà il test
più importante per verificare il mio stato di forma e la messa a punto
della moto, mi confronterò coi campioni del mondo della 500cc e con
alcuni tra i migliori della 250cc, per questo non ho dubbi sulla scelta,
ci sarò per provare a batterli. Quali sono i tuoi programmi da qui all’appuntamento con lo Star Cross? In
questi giorni mi sto allenando in Belgio, presso i miei abituali circuiti
test. Alterno giornate d’allenamento in moto ad altre di palestra e
recupero fisico. Domenica prossima sarò ad Hawkstone Park in Inghilterra
per la gara Internazionale, poi il 9 marzo in Francia e per finire a
Mantova. Come
vedi il futuro del Motocross, ora più che mai coinvolto in una lunga fase
di transizione. Non
è semplice immaginare quale sarà il futuro del nostro sport. Dopo un
periodo di novità che non si sono rivelate efficaci, ora si sta
ritornando al passato. Per quanto mi riguarda la formula ideale è
conservare due sole classi, la 125cc e la Open per moto a due e quattro
tempi. I Gran Premi dovrebbero essere disputati su due manche, mentre
ritengo valida l’idea del GP unico, con tutte le classi nello stesso
evento. Infine come giudichi il circuito Lombardo di Mantova? Credo
sia tra i migliori del motocross. So che ora sono state apportate delle
modifiche importanti, e sono curioso di verificarle in prima persona. La
qualità di un circuito non è determinata dallo spazio che occupa, ma
dalla validità del fondo, dei salti e dei passaggi che offre, e da questo
punto la pista italiana è all’avanguardia, e ogni anno si rinnova con
nuove soluzioni che rendono il circuito sempre più interessante per noi
piloti e per il pubblico. La corsa organizzata quest’anno è tra le più
importanti dell’anno per il valore dei piloti e dei team presenti. Il
mio obiettivo è provare a vincere, perché una vittoria a Mantova fa
onore al curriculum di un pilota. Per
questo do appuntamento alla pista a tutti gli amici italiani del
motocross. |
| Joel Smets, a Mantova non ha mai vinto e ci vuole provare il 23 di marzo... |
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Stefano Bergonzini |
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