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Round 1 - 6/7 Dicembre - Ginevra (CH)

 
Tutto è cominciato alla Fiera di Monaco, quando il nostro sponsor (Motec Racing) ci ha presentato Bob Maynard (direttore di Thor MX) e Jeff Fox (presidente di Parts Unlimited), mentre stavano parlando con degli amici sulla possibilità di incontrarsi a Ginevra in occasione del Supercross. Non ci siamo fatti pregare due volte e quando Bob ci ha chiesto "venite anche voi?" non credevamo alle nostre orecchie.

Gare di Supercross ne abbiamo vista molte: a Genova e Bologna le abbiamo viste fin dai tempi di Ricky Johnson, ad Forum di Assago abbiamo visto la prima vittoria di Jeremy McGrath in sella alla Honda 250, siamo stati a Montecarlo a vedere i Masters of Motocross quando correvano JMB e Jeff Stanton, non ci siamo persi i Fast Cross, ma non avevamo mai visto una vera gara di Supercross, una di quelle che fa parte di un campionato ed alla fine chi vince, vince un titolo. E così che venerdì 6 dicembre siamo partiti dalla zona di Udine (100 Km più in su...) con il camper di Flavio in direzione Milano, Torino, Monte Bianco, Ginevra. Superate le 11 ore di viaggio (Maurizio ad un certo punto, parlando al cellulare senza auricolare (!!!) con qualche misteriosa ragazza, non ha visto lo svincolo "Aosta" e ci ha portati dritti a Torino...), il freddo pungente ed i prezzi assurdi della Svizzera (un McCicken Menù 11 Euro ed un caffè schifoso con panna, circa 5 Euro...) arriviamo finalmente al Palaexpò e tutti gasati (sono le 4 di pomeriggio) ci apprestiamo ad entrare per vedere le prove.

Da fuori, si sentono i motori ma non ci fanno entrare fino alle 16:20. Finalmente dentro, proviamo a salire sulle tribune ma ci comunicano che fino alle 18:00 non si può entrare e che ci si deve limitare a girovagare tre i pochi stand che vendono materiale motociclistico e non. Arrivano le 18:00 e la folla si accalca verso la vetrata che permette di arrivare alle tribune ma ancora una volta l'orologio degli svizzeri scatta con 20 minuti di ritardo (fossimo stati in Italia ci saremmo incazzati come delle bisce, ma li, in svizzera non era il caso...). Proviamo (con altri italiani) a convincere il "guardiano dei cessi" a lasciarci entrare ma niente da fare, indica il suo orologio (Adidas di plastica...) e indica se stesso come per dire "lo dico io quando è ora". Dobbiamo aspettare.

Sono le 20 e le tribune sono ormai gremite ma lo spettacolo non inizia: per la terza volta, l'orologio degli svizzeri va indietro e tutto inizia con 20 minuti di ritardo. La presentazione è gradevole, tanto fumo, laser, bella musica (con Jump dei Van Halen) luci colorate ed una navicella che scende dall'alto e che libera una biondona maggiorata vestita di nero che inizia a ballare ed a spogliarsi fino a restare in perizoma per dare la... buonaseeeeera a tutto il pubblico. Il programma della prima serata è piuttosto pieno, ci sono le prove del THQ World Supercross Series (tre partenze senza cancello in cui i piloti provano la pista), le qualifiche per la seconda serata della Junior Supercross Cup 125, il freestyle e per concludere il fantomatico Back Flip.

La pista è bella, anche se non lunghissima, c'è una bella partenza larga con curvone a sinistra, un tratto di doppi e tripli salti che hanno messo in crisi diversi piloti, un bel triplone da affrontare a gas spalancato, il solito tratto di whoops ed un bel panettone d'arrivo che spara altissimo. Un giro di pista si effettua in circa 35/40 secondi.

La serata sembra non finire mai ma ci pensano le ballerine ELF (scatenate) a tenere la gente sempre ben sveglia. Poi arriva il freestyle che non è un vero e proprio contest con un vincitore, ma 8 ragazzi, tutti decisamente capaci, saltano dalla rampa e deliziano il pubblico spingendosi spesso un po' oltre, riprendendo in mano la situazione (o il manubrio) per un pelo. Non ricordiamo i nomi (il volume del Palaexpò è assordante e già che nessuno di noi parla francese...) ma ricordiamo quel pilota vestito di nero che nel suo Superman Seat Grab, non riesce a risalire in moto finendo letteralmente a faccia a terra, rimbalzando giù dal panettone talmente violentemente che i suoi compagni accorrono preoccupati. Niente, neanche un graffio tanto da riprovarci subito... Mah, questi sono davvero pazzi.

Provano i piloti del Mondiale e si intravede subito un Chad Reed in grande spolvero capace di superare il tratto insidioso di doppi e tripli semplicemente in tre tripli... L'atmosfera che si respra è ben diversa da Genova, Pesaro ecc. Qui c'è il meglio del Supercross e sinceramente la mancanza di Carmichael non si fa sentire. Al minimo errore del pilota interviene il suo accompagnatore che lo ferma e con tanto di progetto della pista in mano gli indica come affrontare i vari ostacoli. Ogni volta che un pilota di quelli che conta, cambia una traiettoria od un salto entrano in azione questi "tecnici suggeritori" ed in pochissimi minuti tutti provano la soluzione diversa.

Ancora una manche di 125, poi ancora prove dei mostri sacri USA e per chiudere il programma rientrano i Freestyler ed i numeri sono di alta classe. Ma siamo al momento in cui tutti si alzano in piedi. Eccoci al Back Flip. Scorrono le immagini di Metz e Nate Adams (i due pazzi di Genova e Pesaro) ed un pilota (non abbiamo capito il nome un po' per il volume altissimo, un po' per le trombettine che per tutta la sera ci hanno rovinato i timpani) viene illuminato da un faro colorato. Il pubblico fino a quel momento piuttosto "moscio" si anima ed il fantomatico pilota Kawasaki (francese) inizia le operazioni per posizionare nel migliore dei modi la rampa. Misurano, e lui prova, spostano la rampa e lui riprova, poi si ferma perchè fatica ad atterrare (la rampa è un po' bassa) e parla con uno degli accompagnatori. La rampa viene spostata, viene alzata la base con una "bennata" di terra e poi viene riposizionata. Nel frattempo lo speacker avvicina il Fmxer che viene inquadrato sul maxischermo evidenziando una bella "crosta" in fronte ed un occhio ancora tumefatto...) Ci siamo, dopo un salto di prova, tutto sembra funzionare, la Kawasaki parte, schizza in aria e ruota su se stessa, si avvicina all'atterraggio ma non ha ancora completato il giro e si schianta con la ruota anteriore sullo spigolo della rampa di discesa. Volo pauroso che zittisce il palasport. Nulla di grave il pilota è in piedi anche se dolorante. (Scusate la foto ma la nostra posizione non ci consentiva di fare di più). La seconda sera non ci sarà un'altro tentativo...

Tutti a dormire (o quasi). Il tempo per una pasta nel camper ed abbiamo tirato le 3 di mattina. Alle 10 del giorno dopo qualcuno bussa al nostro camper: è un italiano della provincia di Udine che vedendo la targa ci vuole salutare. Uno alla volta lo salutiamo e... ci alziamo. La giornata la passiamo in centro a Ginevra senza osar comprare nulla, solo le batterie della macchina fotografica (14 EURO!!!!) ed una sciarpa perchè Shimen l'ha lasciata a casa e fa freddo (fa veramente freddo). Incontriamo un po' di gente strana specialmente questo Babbo Natale con asinello (indovinate chi è l'asino...).

Secondo giorno. C'è un pienone della Madonna ma siccome Parts Unlimited ci ha mandato i biglietti di prima fila centrale nel settore VIP non abbiamo problemi a trovare il nostro posto, ma prima, accompagnati da Bob Maynard ci facciamo un giretto nel paddock, piccolino, semplice, in cui le moto si trovano su diverse file, separate da transenne con i meccanici attorno che controllano chi fa le foto. Qui dentro si respira americano, si parla americano, ci sono americani. Quando vediamo il "racing service" di CTI per un momento ci dimentichiamo di essere in Europa. La prima fila vicino all'entrata è riservata ai piloti della 125 e la seconda moto che troviamo è del team italiano JK-Racing di Riccardo Boschi (che ci aiuta con un pass...): il team ha appena raggiunto un accordo con Carlos Campano, giovane pilota spagnolo sotto protezione di Yamaha Spagna, che parteciperà al fianco di Luigi Seguy, al prossimo mondiale 125.

Continuiamo ed è la volta della fila arancione delle KTM ed intravediamo Grant Langston intento a vestirsi. Come promesso ci avviciniamo alla moto con il numero 2, ma sorpresa delle sorprese non troviamo la KTM Bud Light ma la KTM Hot Wheels. Chiediamo conferma e la moto è veramente quella di Jeremy. Vi sveliamo il tutto. La Bud Light in Svizzera non viene distribuita per cui Jeremy ha pensato bene di raccattare qualche dollaro dalla Hot Wheels. Quando si dice di avere il senso degli affari... Facciamo due foto e poi ci rimandano oltre la fettuccina colorata... Troviamo Ryan Hughes che ci conferma la partecipazione al National 125 con il team KTM Red Bull sponsorizzato da No Fear. Salutiamo Grant Langston che avevamo già conosciuto in altra sede e ci conferma che correrà in 250 sempre con M2R, Alpinestars e Thor MX. Le due moto sembrano uguali ma guardandole bene sono profondamente diverse soprattutto nel monoammortizzatore. Quello di Jeremy è più grosso e sembra quasi più lungo. Non possiamo fare foto...

Dall'altra parte c'è la fila Honda con Mike Larocco ed il team Honda Canada e di fronte la Suzuki di Sebastien Tortelli accompagnato da Ricky Johnson in qualità di preparatore (la cura Ricky ha fatto bene a Seb che partirà primo in finale e rimarrà in testa per diversi giri). Li troviamo a parlottare con un altro mito: David Bailey. Siamo sempre in compagnia di Bob, uno dei personaggi più influenti del Supercross USA per cui non ci è difficile scambiare due parole con i piloti. Tortelli ci dice che con la Suzuki si trova veramente bene e mentre sorride a Ricky Johnson ci dice che la forma fisica c'è già, che vuole fare bene nel Supercross anche se l'obbiettivo e concludere nei tre il National. Guardate il suo casco: sulla parte superiore ha trovato posto il "dog" che RJ usava come marchietto. Gli chiediamo se nel 2004 sarà in Europa ma ci risponde che è ancora troppo presto per decidere perchè attende cambiamenti nel regolamento. Non ha voglia di fare tanti chilometri in camper per fare una sola manche. 

Guardiamo dall'altra parte e ci sono Tim Ferry, Chad Reed e le rispettive compagne che seduti in cerchio stanno lucidando i caschi. Ne approfittiamo e Chad Reed si mette in posa con il suo nuovo casco, e mentre parla con Bob Maynard apprendiamo che ha avuto qualche problema a trovare la borsa con l'abbigliamento perchè temevano fosse andata smarrita in aereoporto. Dicono che Chad Reed sia antipatico, non lo possiamo confermare, non ci conosceva ed è stato disponibilissimo. Ci guardiamo ancora un po' intorno e notiamo David Vuillemin in compagnia di David Bailey che ripercorrono a memoria il tracciato. C'è troppa ressa intorno per cui è impossibile scattare una foto.

Ma intanto è rientrato Jeremy McGrath e ci avviciniamo. MC ha qualche problema con il tratto di doppietti (quello che Chad Reed supera con tre tripli) e con il suo accompagnatore cerca la soluzione al problema. Si ricorda di noi e scambiamo qualche parola. Lo troviamo dimagrito, sempre gentile, molto sereno e sicuro delle sue possibilità. E ne siamo felici. Guardiamo il suo casco e restiamo di stucco: polvere d'oro, argento e chromo per un risultato che solo Troy Lee poteva ottenere.

Ma ci siamo, sta per iniziare la prima prova del THQ World Supercross Series ed i motori si fanno sentire. Si comincia con la 125 e le cose si mettono bene per noi italiani: in pista c'è Matteo Bonini che parte primo e va a vincere la sua qualifica. Non c'è tempo da perdere, i motori delle 250 si sentono già e la 450 di Ferry sgasa per pulire il motore. Pronti via e scatta in testa MC, che sembra volare letteralmente sul tratto di doppietti che lo mettevano in crisi la sera prima. Non c'è dubbio che stasera non si fanno complimenti e il gas va aperto fino in fondo. Mc vince la qualifica, ma noi attendiamo la seconda con Chad Reed che la sera prima ci aveva impressionato. Chad parte secondo ma sul tratto di doppi si inventa un quadruplo e vola lunghissimo lasciando tutti di stucco. Inutile dire che vince senza problemi. David Vuillemin che sembrava velocissimo in prova deve ricorrere alla semifinale per esser ammesso alla finalissima. Stiamo facendo un breve riassunto altrimenti scriviamo 300 righe... Last Chance, freestyle, piccola pausa è c'è la finale 125. Finalmente ci siamo: i piloti del THQ Supercross sono pronti al giro di prova e vengono presentati quando sfilano sul finisch jump: Tortelli, Langston, Vuillemin, Reed, McGrath, Ferry, Larocco, Rodriguez... e non sono tutti... Da paura!!! I motori urlano dietro al cancello ai 15 secondi, il pubblico si fa sentire. Il gruppo parte per affrontare 20 lunghi giri e dalla prima curva schizza coma un missile Sebastien Tortelli seguito da MC, Ferry, Langston, Vuillemin. Chad Reed parte malissimo ma peggio di lui Mike Larocco ultimissimo. Le posizioni di testa non cambiano, per alcuni giro e ci sembra che tutti stiano dando un gas della Madonna, con Chad Reed che ha una mezza marcia in più di tutti. Ma non è così, non appena Reed si avvicina a Vuillemin (che intanto ha passato Ferry e Langston) la gara entra nel vivo e da questo momento qui tutti i doppi diventano tripli, tutti i salti si affrontano a gas spalancato piegando per tenere bassa la moto in volo. Che spettacolo!!!. Il Cobra e Skippy, si liberano in un sol boccone di Jeremy e si avventano su Tortelli che è ancora in testa e cerca di aumentare il ritmo che è incredibilmente alto. David riesce ad infilarsi e Chad per non perdere terreno, nonostante sia di gran lunga il più veloce in pista, preme su Tortelli che si intraversa prima del Finish Jump, ma non molla il gas e salta di la. Reed che non ha mollato neanche per un millesimo di secondo vola contro la Suzuki del francese e atterrando si cappotta malamente in avanti... Vuillemin è salvo il pubblico (siamo nella Svizzara francese) impazzisce, Tortelli cede e si fa passare da Ferry e Langston. Mc cede incredibilmente e viene passato anche da Mike Larocco e Chad Reed che si è rialzato.

Ragazzi che gara!!! Questo è il vero Supercross!!! Non abbiamo fatto foto perchè ci siamo letteralmente dimenticati di farle... Abbiamo immortalato solo il Cobra mentre taglia il traguardo. Facciamo un giro nei box e troviamo Chad Reed incazzatissimo per l'errore fatto ma felice perchè si è reso conto che va come un missile ed al momento l'unico rivale che secondo noi può batterlo è Carmichael. Chad ha del ghiaccio sulla mano destra e si mette a guardare la gara filmata dalla sua compagna.

Sono passati 15 minuti dalla fine della gara, e le moto sono incredibilmente smontate e imballate, pronte per essere mandate in Olanda: via il manubrio che viene appeso alla gabbia di alluminio, parafango e ruota anteriori. La moto viene ingabbiata e chiusa successivamente in un box metallico con il nome del meccanico incollato sopra.

E' finita la magia del vero Supercross USA, Arnehm è troppo lontane e ci siamo già fatti 800 Km solo per venire qui.

Salutiamo gli amici, ringraziamo Bob Maynard, usciamo la Palaexpò soddisfatti dello spettacolo e siamo sicuri che il prossimo anno, ci saremo di nuovo. Uscendo troviamo Eather, Miss Supercross USA, che incredibilmente disponibile, ci chiede i nomi e da dove veniamo. Flavio, Maurizio, Tiziano, e Ruggero, fanno una foto di gruppo con la biondissima e bellissima Miss (non ce la danno perchè Flavio è sposato, Ruggero si sposa alla prima domenica libera, Tiziano ha la ragazza fissa, Maurizio... vedi deviazione su Torino). Questa è Eather, ripresa in pista da lontano. Lei ha detto che il prossimo anno ci sarà perchè nel Supercross 2003 si occuperà delle interviste ai piloti. Passeremo a salutarla, mogli, fidanzate e deviazioni stradali permettendo...

Ciao a tutti da Shimen (prima le ragazze), Flavio, Maurizio, Ruggero, Tiziano e Sandro.

 

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