Dentro il "Nazioni"
di Alessandro Pozzi

Non c'è il due senza il tre... il famoso detto, almeno per ora ha ragione, così dopo Roggenburg (CH) 1994, Zolder (BEL) 2003, ho potuto assistere anche al Motocross delle Nazioni 2005, ad Ernèe in Francia.

Venerdì
Dopo due giorni di viaggio (un po' di  sano turismo in questi casi, non guasta mai…), circa 1200 Km di camper, verso mezzanotte, entrando in Ernèe, mi ritrovo bloccato in una mega fila di roulotte, camper, auto e moto, che attraversava la città, fino a raggiungere la pista; dopo circa un'ora, pagati 10 euro per il "soggiorno", riusciamo ad infilarci in una campagna, adibita per l’occasione a camping, con noi altre centinaia di "campeggiatori". Appena scesi abbiamo capito subito che non era il posto ideale per un riposino post viaggio, in quanto gli animi erano gia molto caldi, birre e vino a fiumi, griglie cariche di cibo che "fondevano", motoseghe e decespugliatori smarmittati, clascson, musica, urla e canti, insomma, tutti gli ingredienti per un casino infernale.

Sabato
Al mattino alle 8.00, avvolti da una nebbia stile Pavia a novembre, ci svegliamo e corriamo verso il cancello d’entrata. Dalla biglietteria, partiva una lunga coda, ma noi eravamo salvi grazie all’efficiente prenotazione via internet, ed ai pass (grazie Alfredo, grazie Francesco!!!). Entrati in pista, per arrivare al tracciato, bisognava attraversare i box con accesso libero (gratis!!!) a tutti sia sabato che domenica, erano disposti per file, nelle quali erano parcheggiati i van dei team del Mondiale MX. Mentre a Zolder i piloti della stessa nazione "abitavano" tutti nello stesso box, qui in Francia occupavano, come loro solito durante il Campionato del Mondo, le tende dei propri team. Le moto dei piloti oltreoceano erano così ospitate: la Suzuki di RC sotto la tenda del team Geboers, la Kawasaki Pro Circuit di Tedesco da DeGroot, mentre la Honda di Windham in un van a parte. Erano presenti a questa edizione del MXDN anche formazioni insolite come quelle di Guatemala, Grecia, Canada e Cipro (quest'ultima molto sfortunata visto che non si è nemmeno qualificata in quanto due dei suoi piloti hanno riportato, uno una rottura meccanica e l’altro una brutta caduta nel doppio in discesa). Gran parte del paddock era occupata dalle hospitality, particolare attenzione l’ha riscossa in noi italiani Casa Italia.

Altre presenze immancabile all'interno dei box mondiali erano quella dei "gommisti" Pirelli, Michelin, Dunlop, Bridgestone, con i loro tir pieni di gomme, mousse, e macchine per lo smontaggio. Bisognava vedere i tecnici all’opera tra una manche e l’altra con che velocità smontavano e rimontavano… quelle dell’assistenza caschi Airoh, Lazer-Agv, Alpinestars quelle del materiale tecnico Ufo, Progrip, Acerbis-Scott. 

Le moto, come sempre in queste occasioni, sono magnifiche, molto curate nella grafica,nei componenti, negli accessori, perfette in tutto. Curiosando sotto i vari tendoni ho potuto vedere parecchi particolari, specialmente (da buon Hondista quale sono…) sulle moto di Windham (foto 2) mono con molla in titanio (foto 3). Della moto del Giapponese Masuda, mi ha particolarmente colpito il sistema antiscivolo sulla sella e sulla cassa filtro (foto 4) e il mozzo ufficiale (foto 5). 

foto 2 foto 3
   
foto 4 foto 5

Sotto la tenda del team CAS Honda, si potevano fare anche affari (foto 6)
Tra le altre moto ho potuto apprezzare il Kawasaki di Ivan Tedesco (foto 7) la Honda di Pichon (foto 8), le Yamaha di Everts (foto 9) e di Vuillemin (foto 10), le KTM di Tortelli (foto 11) e Townley (foto 12).

foto 6 foto 7
   
foto 8 foto 9
   
foto 10 foto 11
 
foto 12

Dopo aver attraversato il paddock, mi sono ritrovato nell’anfiteatro in cui si estende la pista. Questa occupa un lato della vallata, mentre l’altro è adibito a spazio per il pubblico. Già verso mezzogiorno i prati erano colmi di persone.

Il tracciato è bello, particolare ed impegnativo, anche se, a veder da fuori, ha il difetto di esser in molti punti mono traiettoria. I salti sono difficili tant'è che non tutti riuscivano a fare, sia un panettone nella parte bassa, sia il doppio nella discesa centrale. Ecco come appariva domenica mattina.

Nel primissimo pomeriggio il sole splendeva sulla pista e, dalla parte alta si poteva ammirare allo spettacolo dei tifosi che già il sabato gremivano i prati.

Il pomeriggio è trascorso velocissimo con il susseguirsi delle batterie di qualificazione. Nella sua batteria, la MX1, Carmichael si è subito dimostrato superiore a tutti partendo terzo, passando Everts prima e un motivatissimo Pichon (dovevate sentire il tifo assordante dei sostenitori francesi quando era in testa!!!) poco dopo come se fossero cadetti. Cronometro alla mano, il suo tempo era di 2/3 secondi a giro inferiore a quello del transalpino. L’ultimo giro per RC è una passerella, saluta il pubblico e regala numeri paurosi come questo double can-can o come un mega piattone sul doppio in discesa. Bravo Tonino, ha guidato veramente bene, pulito e con un passo sempre costante.

La batteria MX2, ha visto un netto dominio, complice anche una caduta di Tedesco, di Tortelli che, alla sua prima uscita in oramge, si è dimostrato subito incisivo e determinato più che mai. Impressionante Rodrigues (scattato al comando è stato in testa per gran parte di gara ), rinato Ramon. Buona prova anche di Davide Guarneri, settimo.

La qualifica della classe Open ha chiuso la prima giornata di gara. Buona partenza per Windham,Townley,Vico e Philippaerts, male Vuillemin. Townley dimostra di non aver timori reverenziali e passa KW andando a vincere indisturbato, Strijbos terzo. La souspance si crea con la battaglia che vede protagonisti Philippaerts e il "cobra" per il quarto posto. Ha la meglio il francese ma il nostro David ha tenuto duro e non ha mollato fino alla fine.

Finito il programma di gare, prima di andarmi riposare, faccio un giretto per i paddock per vedere di trovare qualche curiosità. Camminando mi trovo faccia a faccia con Ricky Johnson...

Vedo Andrea Camattini della Airoh con in mano i caschi di Philippaerts, e di Ben Townley, lo chiamo e lui gentilmente me li lascia fotografare. Bellissimi.

Cerco di avvicinarmi al camper di RC, sono le sei del pomeriggio, ma faccio fatica a muovermi per la quantità di pubblico che ancora affolla il paddock, provo quindi a girare da dietro e trovo KW, gli chiedo l’autografo e, anche se visibilmente seccato me lo fa.

Nell’intento di trovare Ricky più tardi, vado a curiosare tra i tendoni delle compagini meno famose, come Canada, dove trovo un disponibilissimo Deehan (pilota impegnato nel supercross 125) che mi fa fotografare il suo casco.

Attirato da una groviglio di persone, riesco a scovare Pichon che, scherza e ride con i suoi tifosi, mentre sta affrontando una seduta di defaticamento il cyclette. Non tanto distante da lui Everts firma autografi mentre Jorgensen cerca acquirenti per il suo camper.

Provo a tornare da RC, riesco ad avvicinarmi e vedo che seduto, intento a leggere c’è la leggenda JMB, snobbando completamente il pubblico che lo invoca a gran voce, continua a leggere il suo giornale: anche ai tempi in cui correva non è mai stato un gran simpaticone. RC non si vede, ma girando mi trovo a contatto con molti volti noti del settore come Yves Demaria, Luigi Seguy, Georges Jobè, Jacky Martens, l’icona di Scott usa Bevo Forte, e il primo Mr 875 Eric Geboers.

 

Già che ci sono, faccio un giro tra i team italiani, entrato a "Casa Italia", trovo il CT azzurro Andrea Bartolini e il neo Campione del Mondo Antonio Cairoli che per MxNews è sempre molto ospitale e disponibile.

Sono circa le 20.00, sul palco c’è la presentazione dei team, non posso perderla; grazie ai pass, riesco ad entrare nella pit lane, dove vedo passare davanti a me tutti i migliori piloti di motocross al mondo divisi per nazioni. mi ha lasciato particolarmente di stucco il vedere l’atteggiamento da super divi dei piloti americani, in particolare Windham, i quali, sorvegliati da delle guardie del corpo, snobbavano quasi completamente tutti i loro fan in cerca di foto e autografi.

Ormai sazio di motocross, e stanco come poche volte in vita mia, mi sono recato verso il camper. Mentre attraversavo i posteggi, tra birre vuote e rumori assordanti di ogni genere, vedevo mezzi con targhe di diversi paesi e, riflettevo su quale altro sport riesca che unire così tante persone di razze, usi e costumi completamente diversi, in un’atmosfera gioiosa, di allegria e davvero tanto goliardica.

DOMENICA
La sveglia è puntata presto, avendo visto così tanta gente il sabato, voglio correre subito a prendere i posti vicino alla rete per poter vedere meglio i miei idoli all’opera. Nonostante il freddo e la pioggia, arrivo in pista e… è già tutto pieno. Cerco uno spazio vicino alla rete, non ne trovo, ma per fortuna ci avevano già pensato i ragazzi di Civitanova Marche che avevo conosciuto il giorno prima a tenermelo. Sistemiamo la postazione in attesa di altri amici di Abbiategrasso.
Sono circa le otto del mattino e i prati si continuano a riempire, un insieme di bandiere, cappelli, striscioni vivacizza l’atmosfera resa piuttosto cupa dal cielo plumbeo.

Alle 8.40 inizia il warm-up gruppo B, la pista è bella fangosa, si scivola, gente come Crockard e Jelen, fanno perfino fatica a saltare. Finito il loro turno, tocca ai più forti e sul fango mattutino mi ha impressionato il giovane Tanel Leok: volava... La mattinata si è conclusa con la finale gruppo B, niente di emozionante a parte il mega volo del lituano Fribergs (per fortuna senza gravi conseguenze) sul salto dell’arrivo; per dovere di cronaca vittoria di Jelen, secondo Crockard.

Durante la pausa pranzo faccio un giro per i box, incontro Francesco (Bozzola, il mio "compagno" di tanti Speciali...), mi dice di seguirlo che deve andare a trovare un amico, senza chiedere chi fosse lo seguo. Entriamo nell'hospitality Suzuki, e ci dirigiamo verso un tavolo sul quale stava pranzando un gigante biondo. Ci avviciniamo… Joel Smets. Ci sediamo, mi presento, dandogli obbligatoriamente la mano destra (si sa mai che si trasmetta un po’ di polsite ovvero quella "malattia" che riesce a farti girare più forte e più spesso il polso destro!!!!) , ed iniziamo a chiacchierare. Lui nonostante fosse nel pieno del pranzo, si dimostra sempre disponibile e spontaneo, anche con chi, da fuori, continuava a chiedergli foto ed autografi. Gli chiediamo come va il ginocchio operato e se è vero che non lo rivedremo più in pista, lui risponde dicendo che la gamba gli fa un po’ male, non riesce a stare tanto tempo in piedi, ed è ancora molto gonfia, tant’è che non riesce nemmeno a guidare il camper. Per quanto riguarda le gare, dice di non voler correre più il mondiale, probabilmente correrà la prova di casa, ma di partecipare quasi sicuramente al campionato nazionale, più a qualche gara internazionale, magari anche in Italia. Dopo circa una mezzora di chiaccerata, ci presenta sua figlia Aileen (spero che si scriva così!!!), e ci concede una foto, prima di salutarci e darci appuntamento al Salone di Milano.

Ormai manca poco alla partenza della gara più importante dell’anno, il pubblico stimato è di circa 40.000 persone, dall’alto della pista questo è il colpo d’occhio che si aveva guardando in basso...

   

Non c'era più un minimo spazio vuoto, gente di ogni paese è arrivata qui in Bretagna per tifare i propri idoli, bandiere di ogni stato sventolano nel cielo (che per fortuna era diventato limpido), persone vestite nelle maniere più bizzarre sono venute qui per tifare la propria nazione, una festa magnifica nell’insegna dello sport e dell’ allegria.

Pochi minuti prima del via, mentre la "fanfarà" (così i francesi chiamano la banda) suona sul palco, due "dementi" inglesi si fiondano lungo il discesone del traguardo in sella ad un tandem decorato con bandiere, la corsa è finita con un cappottane da guinnes e tanti applausi... prendendo spunto da loro, anche degli irlandesi, decidono che è il momento di lasciarsi rotolare lungo la stessa discesa infangata, il pubblico che assiste alla scena inizia ad applaudire, suonare trombe, motoseghe, a picchiare qualsiasi cosa possa far casino. Un boato assordante copre la voce dello speaker, che non è stato mai zitto un secondo per tutto il week end!!!

Le nostre bandiere tricolori sventolano alte, attirando l’attenzione di tanti altri italiani che si uniscono allo sventolio. I piloti sono pronti per la prima manche, MX1-MX2, l’emozione è al massimo, tra il nostro gruppo parte la scommessa su chi sbuca per primo, a noi si uniscono anche dei ragazzi francesi e belgi che stavano li vicino. L"unico attimo di silenzio creato, si rompe con il tuono dei motori che partono. RC in testa, Cairoli quarto ma, subito alla seconda curva, perde l’anteriore e cade venendo poi investito da altri due piloti. La sua gara è finita. RC allunga da subito, guida il 450 come fosse un 2T, esce dalle curve con sfrizionate paurose, entra negli appoggi con una cattiveria e con una velocità spaventosi, nelle buche si scompone ma tiene sempre il gas aperto col motore che "scoccodella" (Momo e Thomas docet...), nei canali in salita la moto va dove vuole lei, ma lui non molla un istante, fa delle cose che qualsiasi altro pilota non potrebbe nemmeno sognarsi di fare, è in assicuro il più forte in assoluto. Tutti sono lì per lui, francesi, estoni, italiani, inglesi, belgi, tutti lo applaudono e lo tifano. Gli altri, con RC in pista sono solo comparse. Coppins veramente bravo e costante, Pichon pur essendo sostenuto dal pubblico di casa, non riesce ad avere quel qualcosa in più, gare meglio delle mie aspettative per Leok e De Reuver. Non bene Everts. Per la MX2 la lotta è tra Tedesco e Tortelli, con il secondo che, dopo una rimonta strepitosa, non riesce nell’impresa di superare l’americano per un errore in salita al penultimo giro. Bravo Ramon, Guarneri guida bene forte, recupera, passa Rattray e McFarlane, il quale nell’ultimo giro, pensa bene di stenderlo.

Pausa di un ora e poi MX2-Open. Partenza razzo per Philippaerts, dietro Vuillemin, Windham, Townley, KW prende il comando, complice anche una caduta di Townley, cerca di allungare. David è terzo seguito da Ramon. Townley rimonta, si porta in seconda posizione e, mentre tutti pensavano che i giochi erano gia stati fatti, quello che non ti aspetti. Windham, cade all’uscita di un tornante e la sua moto viene investita da due doppiati, si rialza ma BT è gia davanti. La moto di Kevin ha manubrio e telaietto vistosamente piegati, lui cerca comunque di forzare, ma sbaglia ancora e finisce fuori pista. Viene passato da Vuillemin, Ramon e David. La Mx2 vede ancora lo scontro tra Tortelli e Tedesco, i quali, dopo ripetuti scambi di traiettorie, si centrano e compromettono entrambi la loro gara. Pota va bene, sempre in rimonta, fino a quando la sua Yamaha decide che deve spegnersi. Assieme alla sua moto, si sono spente anche le nostre ambizioni, che erano vive grazie ad un grande Philippaerts.

Ultima manche MX1-Open. Holeshot per KW, ma non riesce a finire il giro che è già terzo dietro RC e BT. RC tenta l’allungo, ma Townley riesce a mantenere il passo, dopo circa quattro giri, sembra perfino farsi sotto, il pubblico è senza fiato, non si capisce se RC sta forzando o se ha ancora margine, BT è al 110%, fino a metà gara i due girano a pari, poi improvvisamente un leggero calo del pilota KTM. RC gira sul passo con cui ha iniziato la manche, tendendo anche ad abbassarlo, Townley molla. Nell’arco di venti minuti il terzo, Windham, ha quasi venti secondi di distacco. Con Rc in testa, BT secondo, gli occhi di tutti si spostano sulla lotta per il terzo posto tra Windham e Pichon: il francese attacca fino alla fine ma invano, rimediando anche una brutta caduta nell’ultimo giro. Everts ancora una volta inesistente, cade al via e recupera fino a metà gruppo. Philippaerts regge il ritmo e si candida come uno dei più forti piloti in circolazione, Cairoli, cade nel primo giro, da ultimo prova a recuperare, ma un altro errore lo costringe ad un ennesimo ritiro.  

Finita la gara, è iniziata la festa per la premiazione. Sul podio sono state sistemate le tre moto dei componenti del team USA, KW si è presentato facendo un burn out stile MotoGP, RC saltando e gioiendo. Dopo cinque anni, la famosa coppa Chamberlain torna negli Stati Uniti.

Giusto il tempo per salutare qualche amico e poi via che il viaggio da fare è lungo... 

Considerazioni personali: La gara è stata bella, combattuta ed avvincente. Rc è unico, nessuno al momento lo può contrastare, l’unico visto oggi che avrà i mezzi e le potenzialità per avvicinarsi penso possa essere Ben Townley. Leggera delusione per KW, pur essendo veloce, specialmente in curva, non è stato mai in grado di vincere nemmeno quando non ha trovato RC nella manche, Tedesco, cattivo e determinato, è stato sfortunato il sabato cadendo quando era davanti, ma una volta dietro non è mai stato capace di rimontare più di tanto. Gli Italiani, senza dubbio sfortunatissimi, specie Tony: sono giovani e questa esperienza li aiuterà molto nel futuro. Everts??? Boh, era lui? 
Quanta gente... In tanti anni di gare, non ho mai visto un’affluenza così, sia Sabato che Domenica non c’era un posto vuoto. Che un giorno possa accadere anche in Italia?                                                                                       

Ringraziamenti : Inizialmente vorrei ringraziare Francesco Bozzola per la disponibilità che come sempre lo contraddistingue, Alfredo per i pass, Doriano Zacchilli per le foto, i ragazzi di Civitanova Marche che, al mattino alle sei erano già in piedi per tenerci i posti, agli sbandieratori ufficiali Fabri Carati, Milani e Luca. Un grazie infine allo sport del MOTOCROSS per avermi fatto divertire e vivere due giornate indimenticabili in mezzo ad un sacco di Amici che nemmeno sapevo esistessero.
GRAZIE. 

Avevo iniziato dicendo "non c’è il due senza il tre….", ma il detto continua dicendo "e il quattro vien da se", pensandoci bene… i biglietti sono già in vendita.

Alessandro Pozzi
ale@mxnews.net 

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Alessandro Pozzi in esclusiva per